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mercoledì 12 dicembre 2018

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GUIDA TURISTICA

CHIESA DI SAN PIETRO IN VINCOLI

La chiesa di San Pietro in Vincoli, situata nella frazione di Tavernette, è una delle più antiche del territorio cumianese: il primo documento che la cita risale, infatti, al 1319.
È interessante ricordare che, all’epoca questo paese si chiamava Oliva (denominazione che ha mantenuto fino al 1866), mentre Tavernette si estendeva più a valle, era un centro importante di cui faceva parte anche l’Oliva: fu distrutta da un incendio appiccato dai francesi nel 1645. La chiesa, come viene descritta nel secolo delle visite pastorali appare come un edificio modesto, bisognoso di manutenzione, senza pavimento e che viene volutamente mantenuto spoglio per timore di ladri ed eretici.
Anticamente aveva un’unica navata ed un coro che fungeva anche da sacrestia.
L’edificio assume maggior importanza nel corso del XVIII secolo, diventando il principale luogo di culto di Tavernette al posto di S.Giacomo: una relazione scritta da un sacerdote nel 1776 fa pensare ad una nuova chiesa costruita sui resti di quella precedente, situata ed orientata come quella odierna, con il campanile eretto prima sulla destra della chiesa poi spostato dalla parte opposta ed ingrandito. Così la descrive testualmente: “La chiesa parrocchiale è situata sopra una piccola collina in luogo sano, fatta di una sola nave stretta di larghezza, ma di altezza proporzionata con cornicioni stuccati per ogni intorno, con lesine di color giallo, e al di fuori facciata rustica, e tale per ogni intorno, con un tetto debitamente riparato….avuto riguardando al popolo non è di sufficiente capacità, dovendo nei giorni festivi degli uomini restarne in gran parte nel presbiterio e nella sagrestia”.
Il documento indica inoltre che S. Pietro aveva tre altari e descrive le tele che la chiesa possiede e che sono l’ornamento di ciascun altare, ciascuna dipinta secondo l’intitolazione cui si riferisce: le due belle raffigurazioni di “S. Pietro e l’Angelo” sono tuttora ammirabili, mentre di altre opere ci è pervenuta la sola testimonianza. Si legge, infatti, che l’altare della Beata Vergine del Rosario possiede l’icona rappresentante la Madonna che porge il Rosario a S. Domenico e a Santa Rosa da Lima, insieme con i dipinti dei quindici misteri del Rosario, collocati intorno a detto quadro. La scomparsa di queste tele è dovuta probabilmente ai furti.
La trasformazione della chiesa avviene a partire dal 1832 con i restauri della canonica prima e della chiesa qualche anno dopo: il vero rinnovo è dato dall’aggiunta di due navate (1932), e dei due altari dedicati al Sacro Cuore e a Maria SS. Oggi San Pietro in Vincoli è ancora una chiesa di modeste dimensioni, con un esiguo coro e con una sola porta di accesso, mentre l’ampliamento in stile neo medievale con la suddivisione interna in tre piccole navate la allontana dall’aspetto antico.

Il patrimonio artistico. La Madonna della cintura è ospitata al fondo della navata sinistra. Potrebbe risalire al 1776 ed è stato attribuito al Molinari, seguace della scuola beaumontiana. Le figure sono immerse in un’aura seria e un poco triste, secondo la caratteristica del pittore di rappresentare un insieme spirituale raffinato anche se un po’ gelido. Interessante il putto ai piedi di San Giuseppe, semicoperto da un drappo di stoffa rossa. San Pietro liberato dall’Angelo è rappresentato in una tela collocata dietro l’altare maggiore. Nel freddo grigiore delle mura spiccano il blu e il giallo del mantello e la figura del Santo appare un po’ appiattita. Il quadro, della seconda metà del Settecento, è attribuito a Michele Milocco. Nel piccolo coro della chiesa è collocata una vecchia tela piuttosto rovinata, ma di grande bellezza, rappresentante un angelo che accompagna amorevolmente San Pietro fuori della prigione tenendolo per mano. Il passo sicuro del giovane messaggero celeste si contrappone al movimento incerto e lento del Santo, i colori sono caldi e delicati. L’opera è datata 1654. L’aspetto della facciata, che ancora, come nel 1776, può dirsi “rustica”, è presumibilmente simile a quello originario, o per lo meno settecentesco, poiché, fatta eccezione per le estremità aggiunte a formare le navate laterali, si presenta nella parte centrale semplicemente definita da lesene e sormontata da un timpano, quale poteva essere ai tempi in cui la chiesa era costituita da una sola navata. Tale settore ha un portale sovrastato da un frontone centinato in stucco, mentre, al disopra, completa il decoro un affresco raffigurante San Pietro, affiancato da due nicchie che ospitano le statue di San Pietro e San Giuseppe. Il gusto per il medievalismo non si ferma ai rifacimenti dell’interno e si estende anche al retro dell’edificio, il quale, affacciandosi da un punto panoramico sulla vasta pianura sottostante, possiede, per offrire una più adeguata visione della chiesa, un’ulteriore facciata al posto di un normale coro.





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