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mercoledì 12 dicembre 2018

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GUIDA TURISTICA

L'ANTICO CASTELLO DELLA COSTA ED IL PALAZZO DELLA COSTA DEI CONTI CANALIS DI CUMIANA (Museo permanente dell'arredamento)

L'ANTICO CASTELLO DELLA COSTA ED IL PALAZZO DELLA COSTA DEI CONTI CANALIS DI CUMIANA (Museo permanente dell'arredamento)


Dell’antico castello ad est del borgo della Costa rimangono oggi solo resti di mura di cinta e alcuni ruderi raggiungibili attraverso un percorso di grande interesse artistico e ambientale. L’edificio, detto ‘Castellano”, venne eretto nel XIII secolo con la precisa funzione di castello fortificato. Il castello appartenne in un primo tempo ai Falconieri, primi signori di Cumiana, poi ai principi di Savoia, infine nel 1366, quando Termignone di Canalis acquistò il feudo, la proprietà del castello passò definitivamente ai Canalis, famiglia di feudatari alle dipendenze dei Savoia-Acaia e per sei secoli dominatrice della storia di Cumiana.

Il palazzo della Costa
Dominante sopra il borgo, in un’ottima posizione panoramica, sorge quell’affascinante costruzione che è comunemente nota come il Castello della Costa. In realtà l’edificio, a differenza del vero e proprio castello fortificato soprastante, fu dall’inizio una villa residenziale senza alcuno scopo difensivo.
La prima ala del castello nuovo, quella esposta a sud - ovest, venne fatta costruire nel XVI secolo da Guglielmo Bernardino dei Canalis con le pietre dell’antico castello distrutto. A quel primo nucleo architettonico cinquecentesco si aggiunsero nel corso dei secoli XVIII e XIX altre aree edificate fino a ricoprire una superficie di 4470 mq.
L’edificio ha subito negli anni diversi passaggi di proprietà, dai Canalis al Canonico Maione ai conti Provana di Collegno che lo acquistarono nel 1864 e lo cedettero soli pochi anni fa, alla morte delle ultime contesse che ancora vi abitavano, all’immobiliare Maletto e Orsi. Oggi la parte aulica dell’edificio appartiene alla famiglia Vaglio, che ne ha fatto la propria residenza e vi ha allestito un’interessante raccolta di mobili ed arredi antichi aperta al pubblico.

Personaggi illustri
Il palazzo della Costa ospitò nella storia diversi personaggi famosi. Vi dimorò alla fine del 1600 la famosa Anna Carlotta Teresa Canalis, marchesa di Spigno. Le cronache del tempo narrano che Vittorio Amedeo Il, alla vigilia della battaglia della Marsaglia, si invaghì della giovane e ne fece la sua amante per poi sposarla solo poco prima della sua abdicazione (settembre 1730) in favore del figlio Carlo Emanuele III, vanificando così le speranze della marchesa di diventare regina.
Lo storico palazzo conobbe anche Vittorio Alfieri che nel 1764, appena quindicenne, vi si recò in villeggiatura in occasione delle nozze di sua sorella, la contessina Giulia, con il conte Giacinto Canalis. Un’iscrizione sul busto di gesso di Vittorio Alfieri nel salone del palazzo ricorda la sua permanenza. Il grande tragediografo italiano vi soggiornò ancora cinque anni dopo e vi ritornò in altri momenti importanti della sua vita. Diversi passi della sua biografia riportano l’ammirazione per la bellissi-ma villeggiatura di Cumiana distante dieci miglia da Torino” e i Cumianesi tramandano ancora oggi il ricordo delle sue sfrenate cavalcate nei giardini a ridosso dei bastioni. Altro illustre ospite del palazzo fu San Giovanni Bosco che è ricordato nella cappella privata adiacente al salone centrale.

L’esterno
Il castello è formato da quattro maniche edilizie ben differenziate, aggregate intorno ad un cortile centrale con due lati porticati. Tuttora si trova in cattive condizioni di conservazione: la parte ovest versa in una grave situazione di degrado strutturale ed estetico: in tempi brevi è previsto un importante intervento di restauro.
La parte est del palazzo, grazie a recenti interventi di ristrutturazione si presenta invece in buone condizioni.
La facciata principale, quella esposta a sud, è organizzata su tre livelli architettonici. Davanti alla facciata una scala monumentale formata da tre ampie rampe e. realizzata in pietra fluviale dà accesso al castello e conduce ad una grande terrazza di 115 mq circondata da una balaustra in marmo bianco di Carrara. Su di essa si possono ammirare alcune antiche meridiane, una delle quali ancora oggi in grado di indicare l’ora.
La facciata a nord è la più sobria, priva di decorazioni architettoniche e di lesene. Il piccolo terrazzo non possiede una balaustra di marmo come quella della facciata principale, ma doveva comunque godere di una certa importanza dal momento che conduce direttamente dai giardini al salone affrescato.

L’interno
L’entrata principale è sulla facciata esposta a sud. Dalla terrazza si accede ad un chiostro, sostenuto da volte a crociera, che si affaccia su di un cortile interno rinascimentale. La manica porticata conduce ad un vasto salone, comunicante con il terrazzo della facciata nord che riporta all’esterno verso i giardini.
La grande area del salone, che misura circa 104 mq., oggi è completamente vuota. Tutti i mobili della famiglia Provana sono stati trasferiti al castello di Guarene e l’originale busto di Vittorio Alfieri attende di essere ricollocato nella sua sede.
Gli affreschi settecenteschi del salone ricoprono interamente le quattro pareti e il soffitto con raffigurazioni trompe-l’oeil di elementi architettonici impreziositi da finte bandiere, lance, stemmi, vasi di fiori. Nelle otto lunette dipinte ai lati della stanza si trova un’alternanza di strumenti musicali e armi da guerra (tamburi ed elmi, armature e lance). Nella volta è rappresentato un guerriero affiancato da due putti angelici e da un personaggio in sella ad un leone. Accanto all’interpretazione allegorico - mitologica che si fa di questa figura si ritrova un legame con la casata dei Canalis. dal momento che il leone figura nello stemma di famiglia. Uno dei particolari più interessanti del trompe-l’oeil è la figura femminile che si sporge da una delle finte balconate, semicoperta da un drappo dorato. Varie interpretazioni la leggono come raffigurazione della marchesa di Spigno. Gli affreschi del palazzo potrebbero essere attribuiti ai fratelli Pozzo nella loro fase iniziale e all’influenza del padre. La tesi è avvalorata dalla somiglianza agli affreschi del 1777 in Palazzo Alessi di Canosio a Fossano dove compaiono motivi simili a quelli di Palazzo Canalis.
Dal salone si accede ad una piccola cappella privata di stile barocco dove era conservato fino a pochi anni fa, prima dell’ultimo furto, un quadro di S. Giovanni Bosco.
Sempre al piano terreno ci sono gli appartamenti del conte e della contessa Provana di Collegno. Sul lato nord-ovest del castello si trova ancora la cucina con al centro una grande stufa a legna. Vicina alla cucina si trova una sala da pranzo, a fianco della quale una volta c’era una sala da biliardo.
Il castello è quasi del tutto spoglio dei suoi arredi. Conserva in buono stato i vetri originali delle finestre sottilissimi e ondulati a causa dell’antica tecnica di stesura della pasta vitrea con il mattarello, il pavimento in legno e in cotto e i soffitti a cassettoni della fine del ‘600. Rimangono alcuni arazzi in seta e una bellissima tappezzeria nel salone indiano che prende il nome dalle raffigurazioni di paesaggi e personaggi dell’oriente.
Al pian terreno, l’unico che veniva riscaldato per mezzo di una caldaia a legna che diffondeva l’aria calda attraverso bocchettoni, si trovano ancora piccoli servizi igienici. Al primo piano, affacciata sul cortile interno, c’è una biblioteca ancora in buono stato ma dagli scaffali completamente vuoti. Accanto si trovano altre camere e corridoi con botole segrete nelle quali si nascondevano i partigiani durante la Seconda guerra mondiale.
Il secondo piano che ricopre una superficie più piccola rispetto a quelli sottostanti veniva usato soprattutto come ripostiglio. Nei sotterranei, ai quali si accede per mezzo di una scala posta a fianco della cucina, si trovano le cantine e l’aranciera, dove si mettevano a svernare le piante di arance e limoni.

Il giardino
Il giardino, che misura circa 300 kmq, circonda interamente il palazzo. Vi si accede dunque da quella stessa entrata principale che conduce palazzo, attraverso un cancello in ferro fiancheggiato da due colonne sulle quali troneggiavano una volta dei cavalli di bronzo poi sostituiti da ippocampi, figure mitologiche. Il parco è uno spettacolo suggestivo di terrazzi e giardini. Vi sono gruppi di piante che superano il secolo come il cedro all’ingresso e le conifere. Un antico olmo si staglia sul lato a nord e una lunga fila di tassi costeggia a est il palazzo. Un ombroso viale carrozzabile si estende sopra la strada della Costa e conduce al Belvedere, un terrazzo verde aperto sul panorama di Cumiana.

Il castello ospita un museo permanente dell'Arredamento





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